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Risultati referendum costituzionale: il fronte del no e quello del si

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Secondo Maria Elena Boschi il referendum comporterà un’importante riduzione della burocrazia

Il ministro per le riforme istituzionali del governo Renzi, Maria Elena Boschi, è sicura che il referendum costituzionale comporterà una marcata riduzione della burocrazia, ma non della libertà democratica.

Il ministro ha poi aggiunto che il referendum che si terrà in data 4 dicembre servirà a trascinare una volta per tutte l’Italia verso il futuro. Accesissimo lo scontro con Matteo Salvini, che ha dato valenza politica all’appuntamento di dicembre, affermando che se il fronte del “si” dovesse perdere diverrebbe l’occasione giusta per mandare a casa il governo Renzi.

Le scaramucce politiche non sembrano quindi fermarsi, con entrambi i fronti pronti a portare acqua al loro mulino, sebbene nelle ultime ore Renzi abbia dovuto incassare le critiche di molti esponenti politici del suo stesso partito, uno su tutti Ignazio Marino. L’ex primo cittadino di Roma ha usato parole molto dure contro il primo ministro, invitandolo a farsi un esame di coscienza.

Polemica fra Renzi e Massimo D’Alema

Renzi sostiene che in questi giorni si stia giocando una partita fra l’Italia che vuole guardare avanti e la vecchia guardia che non ha intenzione di perdere la poltrona. Renzi entra anche nel merito di una delle misure più contestate del referendum, ovvero l’estensione dell’immunità ai sindaci, che secondo lui costituirebbe soltanto una polemica sterile e priva di fondamento.

Il primo ministro aggiunge che con l’entrata in vigore di questa misura l’immunità scenderebbe ad un totale di 730 persone, a differenza delle 945 di oggi. Il premier ha poi mostrato molto ottimismo per i risultati referendum del 4 dicembre ed ha aggiunto che in caso vincesse il “no” la sua legislatura dipenderebbe dal voto del parlamento e dal parere del capo dello Stato.

Infine, Matteo Renzi rende pan per focaccia a Massimo D’Alema, dicendo che l’unico scopo dell’ex presidente del consiglio sia quello di rientrare in partita, convinto di poter rappresentare ancora il futuro del paese.

Ricorso al Tar del Lazio contro il testo del referendum

Beppe Grillo si è mostrato sicuro di una vittoria del “no” e nel frattempo Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana hanno presentato un ricorso al Tar contro il testo definito fuorviante del referendum del 4 dicembre.

Coloro che hanno firmato il ricorso hanno spiegato che così facendo il governo Renzi ha elaborato poco più di un semplice spot elettorale, tanto suggestivo quanto incompleto ed ingannevole. Intanto, mentre grillini e sinistra contestano i modi ed i temi sui quali è stato impostato il referendum, il governo in carica registra un importante e mediatico appoggio esterno, quello di Roberto Benigni che, nel caso vincesse il “si”, parla di risultati referendum perfetti per aprire finalmente le porte al futuro. referendumottobre-600

L’attore e regista premio Oscar aggiunge che se vincesse il “si” sarebbe un risultato storico e se ci fosse bisogno di riformare la seconda parte del testo referendario sarebbe comunque possibile intervenire in un secondo momento, dopo che il grosso sarà stato già ottenuto. Infine, Benigni lancia un monito a tutti coloro che raggiungeranno le urne per votare, affermando che se dovesse vincere il “no”, un risultato del genere sarebbe peggio della Brexit.

Renzi appoggia una linea decisa, qualunque siano i risultati del referendum

Matteo Renzi afferma convinto che al di là dei risultati del referendum del 4 dicembre, il governo non è intenzionato a cambiare la propria linea di pensiero. Per il premier i risultati referendum segneranno il futuro dell’Italia che, così com’è messa oggigiorno, è avviata inesorabilmente verso il burrone, esattamente come la minoranza democratica che osteggia i cambiamenti paventati dal testo referendario.

La riforma sarà decisiva per i nostri figli e per i nostri nipoti, argomenta Renzi, ma la scelta di virare con decisione verso l’unico futuro possibile per la nostra nazione, sostiene, è avversato da molte falsità e mistificazioni portate avanti da coloro che mirano a prendersi il parlamento.

L’Italia è a un bivio e soltanto i risultati referendum diranno con certezza se vi sarà la tanto auspicata svolta oppure si resterà nella palude per altri 20 anni, dice Renzi. Le forze politiche avversarie osteggiano la volontà di cambiare perché hanno paura di perdere il giocattolo, chiosa Renzi.

Berlusconi, Meloni e Salvini si schierano per il “no”

La campagna referendaria che auspica una vittoria del “no” per i risultati del referendum del 4 dicembre va avanti spedita e continua a fare proseliti fra gli avversari politici del Partito Democratico.

Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni saranno uniti per il “no”, perché soltanto attraverso una vittoria del “no” si potranno gettare le basi per le vere riforme, prima fra tutte il presidenzialismo e l’elezione diretta di un capo di Stato.

Silvio Berlusconi continua quindi a sostenere l’avvento di un presidenzialismo sul modello di quello americano e francese, che va ben oltre i limiti di una riforma costituzionale ideata male come quella proposta dal governo Renzi, sostengono Berlusconi e tutta la destra.