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Come curarsi la pubalgia

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La pubalgia è un’affezione particolarmente dolorosa a carico della zona pubica. Non si tratta, di una patologia primaria, quanto, piuttosto della manifestazione dolorosa legata ad una multi fattorialità di cause.

La pubalgia è altrimenti nota con la locuzione di malattia degli sportivi, ma non è indispensabile essere degli agonisti professionisti per soffrirne.
L’eziologia patologica è estremamente vasta; secondo un recente studio della comunità medica esistono più di 70 cause differenti che possono favorire l’insorgere della sintomatologia dolorosa, ma, in via generale, può essere considerata come la conseguenza finale di un sovraccarico eccessivo.
La ripetizione di micro traumi reiterati nel tempo, può creare danni non irrilevanti a carico dei punti di congiunzione tra la zona pubica e muscoli o tendini ad essa collegati.

Se le cause dell’affezione dolorosa rimangono talvolta incerte, la sintomatologia è inequivocabile e si manifesta con un intenso dolore in area pubica con interessamento dell’interno coscia particolarmente intensa al risveglio e parzialmente in remissione con il movimento.

Si tratta, dunque, di un’affezione piuttosto diffusa. Scopriamo insieme come è possibile curarsi seguendo le indicazioni fornite dalla medicina ufficiale.

Terapie farmacologiche per la pubalgia

Il primo approccio medico consigliato in caso di pubalgia è quello di ridurre sensibilmente la sintomatologia dolorosa ed il processo di flogosi mediante una terapia a base di farmaci anti infiammatori ed anti dolorifici.
La prima scelta ricade generalmente su farmaci aventi come principio attivo l’ibuprofene da assumere dietro controllo medico ed accompagnati da un gastro protettore per inibire i danni alla mucosa gastrica derivante dall’assunzione prolungata.

Nel caso in cui i farmaci antinfiammatori non fossero sufficienti o mal tollerati, la medicina, solitamente, consiglia un trattamento a base di cortisone (in soluzione iniettabile per non appesantire l’apparato gastro intestinale).

A livello locale, invece, è possibile applicare degli unguenti (pomate o gel) a base di ibuprofene o ketotifene che sono meno efficaci del trattamento orale, ma presentano minori effetti collaterali.

Trattamenti medici per la pubalgia

I trattamenti proposti dalla comunità scientifica in caso di pubalgia si articolano su più fronti:

  1. Utilizzo di dispositivi che sfruttano le onde d’urto.
    Si tratta di trattamenti che, grazie all’utilizzo prolungati di impulsi acustici, mirano a ridurre i processi infiammatori a carico dei tessuti molli.
  2. Utilizzo di dispositivi che sfruttano gli ultrasuoni.
    Quando la patologia è refrattaria alle onde d’urto, si può optare per trattamenti che impiegano onde acustiche ad alta frequenza idonee a ridurre edemi, infiammazioni e aderenze.
  3. La laser terapia
    Si tratta di un trattamento che impiega i raggi elettromagnetici in forma locale nella zona affetta da pubalgia e favorisce l’attività metabolica e la remissione dei processi di flogosi.
  4. Trattamento chirurgico
    Quando la pubalgia non migliora con un approccio più conservativo, è possibile rivolgersi alla chirurgia in modo da pulire le zone tendinee interessate. L’intervento, oggi meno invasivo di un tempo, viene di solito riservato ai casi più gravi ed agli sportivi professionisti.

Trattamenti fisioterapici

Particolare importanza nel trattamento dolce della pubalgia hanno i trattamenti fisioterapici mirati e le manipolazioni osteopatiche che, se eseguite da professionisti del settore, possono indurre giovamento alla sintomatologia dolorosa.
Altrettanto importante è la prevenzione per evitare l’insorgere della patologia dando la giusta importanza al mantenimento di un peso corretto, di un adeguato riscaldamento ed ai corretti esercizi di allungamento della muscolatura.